domenica 20 gennaio 2013

Crescita, pressione fiscale, Unione fiscale europea.

L'Unione Europea è, come tutti sappiamo, incompleta. L'euro è una degli elementi che ci unisce ma neanche sul unione monetaria c'è una vera e propria condivisione di intenti, (tanto più che UK e altri paesi sono nell unione europea ma non hanno adottato l'euro). Ogni stato in Europa ci entra e minaccia di uscire a seconda delle proprie esigenze, c'è una sempre più fievole visione comunitaria.

uno degli aspetti più scottanti, è l'eterogeneità della pressione fiscale nei diversi Paesi dell Unione.



vediamo le tasse sulle imprese (corporate tax rate) tra Italia Irlanda e Regno Unito e altri paesi

Location20062007200820092010201120122013


Italy37.2537.2531.431.431.431.431.431.4


Ireland
12.512.512.512.512.512.512.512.5

Austria2525252525252525
United Kingdom3030302828262424
Switzerland21.321.3221.1721.1721.1721.1721.1721.17

EU average25.0124.1123.2923.2223.0422.822.622.44
OECD average27.6727.0226.0525.7125.7725.4925.2425.11
Global average27.526.9626.1225.424.7124.5224.4324.39
fonte 

L'Irlanda la potremmo considerare una sorta di paradiso fiscale all'interno dell Unione Europea. molte grandi multinazionali spostano la sede in Irlanda o Lussemburgo per eludere la tassazione ben più elevata di altri paesi membri.

come notiamo dal grafico l'Italia ha una pressione fiscale sulle imprese molto elevata. superiore alla media UE e alla media mondiale. quasi 9 punti percentuale in più rispetto alla media europea. per le imprese , soprattuto le piccole e medie imprese (che sono l'asse portante del nostro Paese) questa pressione fiscale è un peso da rivedere. la situazione attuale merita più attenzione da parte della politica.

paesi come l'Austria hanno adottato un modello di corporate tax rate detto "flat" ovvero si paga sempre quella quota un 25% è cosi anche nei Pesi Bassi 25% in Svizzera 21% (con differenti aliquote cantonali) Irlanda 12% e nella maggior parte dei paesi dell Est . per esempio la Serbia (dove ha lo stabilimento la FIAT) chiede un 10% flat rate alle attività produttive sul suo territorio...

Nel Regno Unito il governo sta progressivamente abbassando le aliquote sulle attività produttive, passando da un 30% (vedi tabella sopra) al 23% annunciato per quest'anno.

la mia proposta.
potremmo utilizzare anche noi un sistema di tassazione simile a quello Inglese. propongo qualcosa di piu spinto per dare ossigeno soprattuto alle PMI.
un 15% per le piccole (fino a 150.000€ annui)
un 20%(fino a 350.000€) per le medie e
un 25% per le grandi. (sopra i 350.000€)

un altro modello per l'Italia potrebbe essere quello Svizzero, con una percentuale nazionale (8,5%) + addizionale a  discrezione della regione + addizionale comunale, per un totale che varia dal 13- al 21%


domenica 6 gennaio 2013

Come nacque la "Silicon Valley USA" un modello per le università italiane

"...Negli anni Cinquanta, la Hewlett-Packard era un'industria in grande crescita che fabbricava strumenti tecnici. Per fortuna, nelle vicinanze era sorta un'area per imprenditori a cui il garage non bastava più. Con una mossa che avrebbe contribuito a trasformare l'intera zona nella culla della rivoluzione tecnologica, il preside della facoltà di ingegneria della Stanford University, Frederick Terman, aveva creato su settecento acri di terreno dell'università un parco industriale da destinare ad aziende private che commercializzassero idee degli studenti della Stanford. Il primo inquilino fu la Varian Associates, dove lavorava Clara Jobs. <Terman ebbe quella grande idea, che più di qualsiasi altra cosa incoraggio lo sviluppo locale del settore tecnologico> dice Jobs. Quando Steve aveva dieci anni, l'HP contava novemila dipendenti ed era la blue-chip company in cui tutti gli ingegneri in cerca di stabilità economica desideravano lavorare..." tratto da "Steve Jobs" di Walter Isaacson.

L'ambiente, nel suo insieme, favorisce la crescita di nuove imprese... è sempre bene ricordarlo.